PIANOFORTE

Prof.ssa Tringali José

PRESENTAZIONE DELLO STRUMENTO

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LO STRUMENTO

Il Pianoforte fu realizzato per la prima volta nel 1711 da Bartolomeo Cristofori da Padova e fu chiamato inizialmente clavicembalo col piano e col forte o fortepiano proprio perché la sua principale novità consisteva nel poter ottenere dei suoni di varia intensità.
(Con il termine "fortepiano" si designano i modelli rudimentali del '700; quelli costruiti dall'Ottocento in poi sono invece definitivamente chiamati "pianoforti").
In esso Cristofori sostituì i salterelli del clavicembalo, che pizzicavano le corde, con dei martelletti in legno rivestiti di panno che invece le percuotevano.
Vari costruttori di strumenti musicali, per lo più stranieri, negli anni successivi apportarono via via nuove modifiche fino a giungere alla struttura attuale perfezionata nell'Ottocento dai fratelli Erard, di origine tedesca.
Le parti principali del pianoforte sono:
- la cassa, parte esterna di legno che costituisce l'involucro dello strumento;
- la cordiera, che comprende tutto l'insieme delle corde e la relativa armatura necessaria a mantenerle tese, ad accordarle e a dar loro risonanza. La cordiera é posta orizzontalmente nei pianoforti a coda e verticalmente in quelli verticali;
- la meccanica, complesso sistema di leve in legno che trasmette il movimento dal tasto al martelletto che percuote la corda;
- la tastiera, che comprende di solito 88 tasti, di cui 52 bianchi e 36 neri, con un'estensione perciò di circa 7 ottave;
- nel pianoforte verticale i pedali, normalmente due: il destro prolunga la risonanza della corda, mentre il sinistro l'attutisce. A volte é presente un terzo pedale, la "sordina", che serve a diminuire di molto la sonorità dello strumento.

Il pedale centrale del pianoforte a coda, invece, è detto pedale tonale, e consente di mantenere alzati gli smorzatori dei soli tasti che sono premuti al momento del suo azionamento, così da lasciare in vibrazione alcune corde, e contemporaneamente ottenere suoni corti o staccati con altre corde. Una potenzialità interessante di questo pedale riguarda lo sviluppo dei suoni armonici: infatti, alzando gli smorzatori di alcune corde, queste saranno poste in vibrazione per simpatia (senza essere
percosse dal martello) da altre corde corrispondenti ad uno dei suoni armonici più vicini. Il pedale tonale si è diffuso a partire dalla seconda metà dell'800, ma ciò non toglie che esso possa essere utilizzato con efficacia anche nell'esecuzione di musiche composte precedentemente.
Il pianoforte può essere di forme e dimensioni diverse.

Il pianoforte a coda, la cui cassa a forma di arpa è coricata orizzontalmente e poggia su tre piedi, è quello che ha il suono più potente e risponde meglio a tutte le esigenze di una buona esecuzione. A seconda delle dimensioni si hanno modelli a un quarto di coda e a mezza coda fino al gran coda da concerto, che é lungo quasi tre metri.
II pianoforte verticale, costruito allo scopo di occupare meno spazio (grazie alla cassa disposta verticalmente), non ha la potenza sonora del pianoforte a coda, tuttavia ai giorni nostri ha raggiunto un buon livello di perfezione ed una grande diffusione, poiché il minor costo e le ridotte dimensioni ne permettono più facilmente l'acquisto e l'inserimento nelle case.
La grande popolarità che il pianoforte ha avuto e tuttora ha, é dovuta alle molteplici possibilità espressive e sonore che offre. Infatti i martelletti, azionati dai tasti, possono percuotere le corde con maggiore o minore intensità, con svariati effetti timbrici derivanti direttamente dalla forza e dall'intenzione emotiva di colui che suona. Non a caso é stato lo strumento "principe" dell'Ottocento romantico, utilizzato ampiamente dai grandi virtuosi del tempo, e in particolare dal compositore polacco F. Chopin, il "poeta della tastiera".